Prosperità senza crescita: le proposte di Tim Jackson in un libro sulla visione economica per un pianeta reale

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Il titolo inglese del libro è Prosperity without Growth: Economics for a Finite Planet, che non può essere tradotto letteralmente in italiano con “economia per un pianeta finito” perché quest’ultima parola dà luogo ad ambiguità. Però rende meglio l’idea: il nostro è un pianeta finito nel senso di “limitato”, “con risorse limitate”.

Ma facciamo un passo indietro per inquadrare l’argomento: ogni giorno sentiamo parlare della preoccupazione per la “crescita dei consumi che non riparte”. In questa visione c’è una contraddizione immediata: se i consumi ripartono, salgono anche le emissioni di CO2, l’inquinamento e tutta una serie di problematiche ambientali.

Fortunatamente non esiste soltanto la vecchia visione economica, si fanno facendo sempre più strada delle visioni alternative che si rendono conto di come sia necessario lasciare da parte le tradizionali teorie economiche se vogliamo salvare il pianeta. Una di questa è stata proposta da una commissione governativa britannica, chiamata Sustainable Development Commission (SDC, ovvero “Commissione per lo Sviluppo Sostenibile”) in un rapporto che poi è diventato un libro, firmato da uno dei componenti del comitato, Tim Jackson, economista e saggista inglese. Il testo è stato tradotto anche in italiano, con il titolo Prosperità senza crescita, 300 pagine per i tipi delle Edizione Ambiente, con prefazione di Carlo Petrini. Il testo è una lettura molto consigliabile per chiunque, ma in particolar modo coloro che amministrano la cosa pubblica e tengono le redini dell’economia, per comprendere che cosa si potrebbe fare in alternativa alla sola promozione dell’aumento dei consumi.

Un testo di un certo spessore, in tutti i sensi (300 pagine), che propone alcune vie di uscita sugli aspetti della gestione economica delle piccole comunità così come su quella macroeconomica di tutto il pianeta.

Se questo libro fosse stato pubblicato prima della crisi finanziaria, sarebbe stato marchiato come uno opera di uno dei tanti “idealisti verdi”. Ma con gli effetti della crisi ancora brucianti, molti stanno mettendo in dubbio la supremazia della crescita a qualsiasi costo. La prosperità è possibile anche senza una crescita del PIL. Anzi, poiché viviamo su un pianeta con risorse limitate, la crescita del PIL condurrà inevitabilmente a una diminuzione della nostra prosperità e qualità di vita. Occorre pensarci per tempo.


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