Titoli di stato: scendono solo i tassi a breve scadenza. Perché?

Di

BOT e BTPNell’asta di ieri mattina i BOT a sei mesi sono stati collocati a un tasso dell’1,585%, ben più basso di quello di luglio (2,454%), con rendimento ai minimi dal mese di marzo. La domanda è stata decisamente buona: richiesta di 15 miliardi a fronte una disponibilità di 9 miliardi – anche questa in crescita. Sotto questo aspetto vediamo che i titoli a breve scadenza non riservano preoccupazioni.

Lo stesso non si può dire per i titoli decennali, su questo fronte non ci sono ribassi – e ciò è vero da molto tempo a questa parte. Oggi il Tesoro terrà un’asta di titoli a 5 a 10 anni: ieri sul mercato secondario lo spread BTP-Bund viaggiava sui 450 punti base.

Le motivazioni di questa disparità sono da ascrivere ai movimenti della BCE: quando l’istituto di Francoforte ha azzerato i depositi che le banche lasciano overnight, sono andati sotto zero i rendimenti titoli tedeschi, ma anche quelli italiani ne hanno beneficiato con una drastica riduzione. Più avanti nel mese di luglio di nuovo però una nuova crisi con l’impennata dei prezzi. Quando però Mario Draghi ha annunciato che “la BCE farà di tutto per frenare la crisi dell’euro”, ha lasciato intendere che in futuro saranno nuovamente acquistati titoli di stato, facendo presumere agli operatori che si concentrerà e partirà dai titoli a breve (fino a tre anni), quelli che influenzano maggiormente i canali della politica monetaria. Per questo i prezzi dei titoli a lungo termine non sono ancora in discesa.


Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it, 2007-2024, P.IVA 01264890052
SoloFinanza.net – Guida agli investimenti finanziari supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009